ADORARE ATEN – Testi dalla corte del faraone Akhenaten | ENHANCED DIGITAL EDITION
di Marco Zecchi

Glossario

AMON – Dio raffigurato spesso come un uomo con una corona piumata. Nel Medio e Nuovo Regno fu considerato divinità locale di Tebe e dio della dinastia regnante. Il suo centro di culto principale fu il tempio di Karnak. Associato a Min, nella forma Amon-Min, divenne un dio della fertilità; associato a Ra, acquisì caratteristiche solari, divenendo Amon-Ra, il «re degli dei» e il garante del rinnovamento del mondo.

ANUBI – Dio della mummificazione e delle necropoli e raffigurato come un canide o a corpo umano e testa di canide. Secondo il mito, avrebbe provveduto a imbalsamare il corpo di Osiri.

ATUM – Dio primordiale e solare, ritenuto il creatore del mondo per eccellenza. Raffigurato sempre sotto forma umana, era a capo dell’Enneade di Heliopoli; fu poi venerato come manifestazione del sole al tramonto.

BA – Termine di non facile definizione, in quanto il suo significato è carico di sfumature. Spesso tradotto come «anima», il ba, al pari del ka e dell’akh, costituisce un aspetto di dei e uomini. A differenza degli uomini comuni, dei e re sono dotati di numerosi bau, attraverso i quali si palesa la loro potenza. Il ba personifica inoltre le forze vitali del defunto, un elemento attivo e mobile, in contrasto alla mummia, chiusa nel suo sarcofago. Il ba infatti ha la facoltà di muoversi in cielo e sulla terra e di entrare e uscire dalla propria tomba. Era solitamente rappresentato come un uccello a testa umana.

BARCA SOLARE – Il viaggio quotidiano del dio sole era mitologicamente immaginato come un viaggio su una barca. Di notte, con il suo equipaggio, Ra attraversava l’aldilà con la «barca della notte», per poi percorrere il percorso diurno sulla «barca del mattino».

BENBEN – Una pietra sacra a Heliopoli. Era ritenuta la manifestazione della collina primordiale sulla quale il dio creatore Atum avrebbe preso sede per dare origine al mondo. Si ritiene inoltre che abbia ispirato la forma dell’obelisco.

CALENDARIO – Il calendario egiziano ufficiale, utilizzato per datare le iscrizioni e le scadenze amministrative, si basava sull’anno solare ed era suddiviso in tre stagioni: akhet, la stagione della piena del Nilo, peret, la stagione della semina, e shemu, la stagione del raccolto. Ogni stagione comprendeva quattro mesi di trenta giorni ciascuno. Altri cinque giorni vennero aggiunti affinché l’anno fosse composto da 365 giorni; in tal modo il calendario ufficiale divergeva dall’anno solare solo per un quarto di giorno. Accanto al calendario ufficiale esisteva anche un calendario regolato sulle fasi lunari.

CARTIGLIO – Si tratta di una cornice di forma allungata che racchiudeva due dei cinque nomi della titolatura regale, il cosiddetto nome d’intronizzazione e il nome di nascita del sovrano. Rappresenta una corda annodata nella sua parte finale.

CORONA BIANCA – In antico egiziano hedjet. Questa corona, di colore bianco, è attestata sin dal periodo predinastico e ha una forma rastremata verso l’alto e sommità a pomello. Rappresenta l’Alto Egitto.

CORONA BLU – In antico egiziano khepresh, è spesso indossata dai sovrani del Nuovo Regno, in contesti cerimoniali o bellici.

CORONA ROSSA – Nota sotto diversi nomi (desheret, net) è attestata sin dalle epoche più antiche. Simbolo del Basso Egitto, era costituita da una base conica con una parte posteriore più alta; la parte anteriore era dotata di una sorta di ricciolo o spirale rivolta verso l’interno.

DUAT – Uno dei nomi attribuiti dagli Egiziani all’aldilà. Ra vi compiva il suo viaggio notturno facendo risplendere con la sua luce i defunti.

ELETTRO – Lega di oro e argento prodotta artigianalmente, ma presente anche in natura nelle zone desertiche egiziane. Era utilizzata sin dall’Antico Regno per la realizzazione di gioielli; in seguito fu impiegata soprattutto come rivestimento ornamentale o elemento decorativo.

ENNEADE – Il termine è l’equivalente dell’egiziano pesedjet, «nove», e può riferirsi a qualunque gruppo di nove dei. Le attestazioni più antiche della pesedjet ricorrono già nei Testi delle Piramidi. Poiché il numero nove rappresenta un potenziamento della molteplicità espresso attraverso la ripetizione per tre volte del numero tre, pesedjet può indicare un grande numero e pertanto non necessariamente essere composta da nove dei. L’Enneade più attestata è quella di Heliopoli, composta dal dio sole Atum, creatore di tutto ciò che esiste, dai suoi figli Shu e Tefnet, i nipoti Geb e Nut e dai loro figli, Osiri, Seth, Isi, e Nefti.

FARAONE – Il termine deriva dall’antico egiziano per-aa, che significa la «grande casa». Nelle epoche più antiche era utilizzato per designare il palazzo regale. A partire dalla XVIII dinastia per-aa iniziò a essere utilizzato per indicare anche la persona del sovrano.

FINESTRA DELL’APPARIZIONE – Attestata a partire dalla XVIII dinastia, è un motivo iconografico prediletto durante l’epoca amarniana. Era un balcone del palazzo regale coperto da un baldacchino dal quale il re si affacciava per mostrarsi ai sudditi e ricompensare i suoi funzionari.

GIUBILEO – In antico egiziano heb-sed, «festa-sed»; è attestata, grazie a fonti scritte e iconografiche, a partire dai periodi più antichi sino all’epoca greco-romana. Durante questa festa, il cui scopo principale era quello di riconfermare il potere del sovrano in carica, la forza e la potenza del re venivano rinnovate attraverso una serie di prove che duravano alcuni giorni. Il re avrebbe continuato a celebrare feste-sed anche dopo la morte, al fine di riaffermare in eterno il suo potere regale.

GIUSTO DI VOCE (MAA-KHERU) – Si tratta di un epiteto del dio Horo che allude alla sua vittoria contro Seth, sia essa avvenuta nel tribunale divino o grazie a uno scontro fisico diretto. Grazie a questa vittoria, Horo ereditò il trono d’Egitto dal proprio padre Osiri, assassinato dal fratello Seth. «Giusto di voce» ha anche forti connotazioni funerarie, in quanto divenne un comune epiteto attribuito ai defunti, i quali si pensava fossero accolti nell’aldilà governato da Osiri dopo essere stati favorevolmente giudicati da un tribunale divino presieduto dallo stesso Osiri.

GUROB – La località di Gurob (in antico egiziano Mer-ur, il «grande canale») era situata all’ingresso del Fayum. L’area era già abitata sin dalle epoche più antiche; durante la XVIII dinastia, probabilmente durante il regno di Thutmose III, vi fu costruito un grande palazzo, che divenne particolarmente importante come residenza per la famiglia regale durante i regni di Amenhotep III, Amenhotep IV/Akhenaten e in epoca ramesside.

HATHOR – Divinità molto popolare in Egitto, raffigurata come donna con corna di vacca e disco solare o come vacca. Era ritenuta figlia di Ra e sposa del dio Horo.

HELIOPOLI – In antico egiziano era chiamata Iunu, in epoca greco-romana divenne Heliopoli, la «città del sole». Situata a nord-est del Cairo, fu un centro teologico della massima importanza, destinato a esercitare una forte influenza sulla religione egiziana e sulle dottrine delle altre località. Heliopoli fu sede del culto del dio sole, adorato sotto diversi nomi: Ra, Ra-Horakhty, Atum, Khepri. La sua Enneade fu modello per tutte le altre Enneadi del paese.

HEM-NETJER – È una delle cariche sacerdotali più diffuse. Letteralmente «servo del dio», è spesso tradotto come «profeta». Il titolo era spesso accompagnato dal nome della divinità per la quale il sacerdote prestava servizio. All’apice della gerarchia di un tempio vi era un unico sacerdote che portava il titolo di «primo servo del dio» (hem-netjet tepy).

HORO – Sotto il nome di Horo si annoverano diverse divinità celesti raffigurate sotto forma di falco o come un uomo a testa di falco. Dio antichissimo, i sovrani egiziani si identificarono ben presto con lui per associarsi al mondo divino. Secondo il mito, fu ritenuto figlio di Isi e Osiri, ucciso dal fratello Seth. Questo mito, in cui si sottolinea il contrasto tra ordine e caos, ebbe forti connotazioni regali: Horo è infatti il successore di Osiri e garante della Maat, mentre Seth è la controparte del disordine e del caos.

ISI – Il nome di questa dea è scritto attraverso il segno geroglifico che rappresenta il trono, a indicare il suo legame con la regalità. Era sorella e sposa di Osiri. Dopo la morte di quest’ultimo per mano di Seth, Isi intraprese una lunga ricerca per ritrovarne le membra disperse e ricostruirne il corpo. Riuscì poi a concepire col marito defunto il figlio Horo. Isi, oltre a essere la madre per eccellenza, era ritenuta una grande maga, in grado di proteggere da ogni pericolo.

KA – Il ka, così come l’akh e il ba, denota un elemento spirituale di dei e uomini. Esso abbraccia una vasta gamma di significati. Si tratta di una forza vitale e creatrice dell’individuo, una sorta di gemello spirituale, un’energia che continua a vivere nell’aldilà dopo la morte del corpo, nutrita attraverso le offerte.

KA-MUT-EF – Letteralmente «toro di sua madre», è un epiteto attribuito perlopiù agli dei itifallici Min e Amon al fine di esaltarne la fecondità e potenza erotica.

KHEPRI – Letteralmente «Colui che nasce» o «che si manifesta», è la manifestazione mattutina del sole. Questo dio era raffigurato come uno scarabeo o, più raramente, come un uomo dal volto di scarabeo.

KHONSU – Dio associato alla luna, figlio di Amon e Mut. Era raffigurato come un fanciullo mummiforme con la luna crescente e il disco solare sul capo e con un ricciolo laterale, simbolo dell’infanzia.

MAAT – Non si tratta di una vera e propria divinità, piuttosto della personificazione di un’idea, ossia dell’ordine del mondo così come fu costituito dagli dei al momento della creazione. Attraverso di essa il mondo creato conservava la sua armonia e integrità. Rappresentata come una donna con una piuma sul capo, era considerata figlia di Ra.

MENFI – Situata a nord-est del Cairo, fu la prima capitale del paese e un importante centro religioso, amministrativo e militare. Il dio principale era Ptah, assieme al quale erano venerate altre numerose divinità, come la dea Sekhmet, gli dei Nefertem e Sokar e il toro Apis.

MUT – Era la compagna di Amon, adorata soprattutto a Tebe. Le sue origini sono oscure come quelle di Amon. Era raffigurata perlopiù come un avvoltoio o una donna con doppia corona. Mut, il cui nome significa «madre», fu associata a diverse divinità femminili, in particolare alla dea avvoltoio Nekhbet.

NEIT – Antica divinità della caccia. Indossa la corona rossa del Basso Egitto e il suo emblema era uno scudo con due frecce incrociate. I suoi principali centri di culto furono Sais, nel Delta, ed Esna. Neit divenne molto importante durante la XXVI dinastia, originaria di Sais.

NEKHBET – Dea avvoltoio di Elkab, spesso raffigurata sotto questa forma mentre si libra sopra l’immagine del re. Tutelava la monarchia dell’Alto Egitto.

NOVE ARCHI – L’espressione denota l’insieme dei popoli nemici dell’Egitto. Deriva probabilmente da un’antica leggenda secondo la quale i primi re avrebbero annientato i nove popoli che abitavano i territori prossimi all’Egitto.

NUT – Antica dea del cielo, rappresentata come una donna che si curva sopra il dio della terra Geb, suo fratello e compagno. Si pensava che inghiottisse il sole la sera e lo facesse rinascere al mattino. Era anche la madre di Osiri, Isi, Nefti e Seth.

OSIRI – Una delle divinità più importanti e popolari del pantheon egiziano: la sua natura era infatti connessa a differenti e fondamentali aspetti delle dottrine regali, funerarie e della fertilità. La sua origine è oscura; man mano che il suo culto si diffuse in tutto il paese, egli si assimilò a molte altre divinità, assorbendone le prerogative. Come sovrano d’Egitto, fu assassinato da suo fratello Seth. Grazie all’aiuto delle sorelle Isi e Nefti riuscì a risorgere nell’aldilà dando vita al suo successore, Horo, il quale intraprese una guerra contro Seth. Dopo la sua morte e rinascita, Osiri si ritirò nel mondo dei morti, divenendone il signore e giudice. Uno dei suoi centri di culto principali fu Abido.

PILONE – Il termine deriva dal greco «grande porta d’accesso». In egittologia indica la porta monumentale di accesso ai templi, affiancata da due torrioni. Questi ultimi erano dotati di scale interne che conducevano al tetto; all’esterno erano di solito decorate con scene d’abbattimento dei nemici o di offerta. Il varco che si apriva nel mezzo della struttura era chiuso da una porta in legno a due battenti. Davanti al pilone si ergevano delle aste portabandiera, colossi regali e obelischi.

PTAH – Dio patrono degli artigiani. Secondo le dottrine di Menfi, suo centro di culto principale, il mondo sarebbe una sua creazione.

SERKET – Dea scorpione il cui nome significa «colei che fa respirare», raffigurata soprattutto come una figura femminile con uno scorpione sul capo. Svolgeva un ruolo importante in ambito funerario; in particolare, assieme a Isi, Nefti e Neit, proteggeva le viscere del defunto.

SETH – Fratello di Osiri, Isi e Nefti. Rappresentato come un animale favoloso o come un uomo con testa di questo stesso animale. Divinità ambigua, talvolta violenta. Secondo un mito avrebbe ucciso Osiri, che regnava sull’Egitto, e combattuto contro il figlio di quest’ultimo, per ottenere il trono del paese. Alla fine della contesa, egli venne sconfitto. Venne pertanto associato al deserto, ossia alla zona alla periferia del mondo ordinato. Tuttavia, Seth può aiutare il dio sole contro i suoi nemici.

SISTRO – Strumento musicale simile a un sonaglio, costituito da una lamina in metallo ripiegata e dotata di manico e traversata da lamine con dischetti. Il sistro svolgeva un ruolo importante nel culto, soprattutto di divinità femminili. Mediante lo scuotimento dello strumento si produceva un tintinnio che scandiva il tempo nelle cerimonie templari.

SHU – Dio dell’aria e della luce; più precisamente rappresenta lo spazio che permette la diffusione della luce solare. Assieme a sua sorella Tefnet, rappresenta la prima coppia divina generata dal demiurgo.

TALATAT – Blocchi di pietra di piccolo formato, circa 52x26x22 cm e dal peso di circa 40 kg, utilizzati come mattoni. Il fatto di utilizzare blocchi dalle medesime dimensioni permise di costruire edifici in maniera molto più rapida.

TEBE – Era la sede del dio Amon, adorato accanto alla sua sposa Mut e al loro figlio Khonsu. Il Medio Regno segnò l’inizio della sua gloria. Dal secondo millennio, divenne di fatto la capitale politica e religiosa del paese. Sulla riva orientale si ergono i templi di Karnak e Luxor; sulla riva occidentale si trovano i templi funerari, le necropoli di privati e la Valle delle Regine e la Valle dei Re.

THOT – Dio lunare, patrono della scrittura e delle scienze. Svolse anche il ruolo di messaggero degli dei.

UADJET – Dea cobra originaria di Buto e protettrice del Delta. Assieme a Nekhbet del sud costituivano le «Due Signore» e figuravano sulle corone del sovrano come rappresentanti rispettivamente dell’Alto e del Basso Egitto, uniti sotto il governo del sovrano.